Una panoramica a 360° nel mondo musicale dei folletti del rock. Sentirete cosa ne pensano dell'attuale mondo dello spettacolo. Buona visione

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Leave A Comment, Written on aprile 25th, 2012 , Senza categoria

" (…) Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni. (…)"

Nella mia ora di libertà
Fabrizio De Andre – Storia di un impiegato (1973)

 

In tempi non sospetti e al di là di ogni opinione dettata da opposizione di comodo, il problema della rappresentanza è più presente oggi che non trent’anni fa.

Allora i partiti, seppure già ampiamente chiusi al rinnovamento interno e già schiavi delle lobbies, qualche spiraglio attraverso il quale far passare le istanze dei cittadini ancora lo prevedevano.

Oggi, con il berlusconismo trasversale e lo strapotere delle banche e delle multinazionali, i cittadini che vivono di salario, i precari ed i senza lavoro non possono contare su alcuna rappresentanza.

Il problema della rappresentanza mortificata, si ramifica in mille rivoli, come ad esempio la piaga del voto di scambio, sempre più presente nelle zone degradate ed a rischio criminalità: in sostanza, in tutta la penisola.

La questione si farebbe ancora più intricata, nel momento in cui ci rendiamo conto che molti elettori della tipologia testé elencata, tracciano la propria croce su simboli che con la solidarietà, la difesa dei diritti civili, sindacali e politici, non hanno nulla a che spartire.

Ne consegue una ulteriore confusione in fatto di termini concettuali e linguistici che hanno perso irrimediabilmente il loro senso: libertà, giustizia. La cosa si aggrava ancora di più quando registriamo la definitiva rinuncia da parte dei partiti che si definiscono di centro-sinistra, ad onorare i principi fondanti della democrazia, grazie alla cancellazione di ogni regola conosciuta, in favore dei potentati economici.

La difesa del lavoro, delle pensioni, la lotta contro la disoccupazione, la lotta contro l’evasione fiscale, l’arricchimento culturale, la difesa del welfare (una brutta parola…), il rafforzamento della sanità e della scuola, la riduzione delle spese militari e la revisione della propria posizione in area Nato, in Europa e il ritiro delle truppe, l’asserzione legislativa dei diritti di genere e dei diritti civili, sono diventati tabù, anche nei partiti di centro-sinistra, sempre più ostaggio dei mercati e del Vaticano, lotta alle mafie, bonifica e salvaguardia del territorio (grandi opere come Tav e ponte sullo Stretto ecc.), salvaguardia dei beni comuni (acqua, energie alternative ecc.). Tra l’altro la sparizione della sinistra, già ampiamente realizzata con l’autodafé, ha cancellato ogni speranza nel futuro.

L’equivoco in cui viene a trovarsi un elettore di centro-sinistra e ancor più gravemente quello di sinistra è proprio quello dell’espressione del voto contrario alle proprie idee, per protesta o addirittura “per provare e vedere cosa succede…” E cosa dovrebbe succedere, se non la perdita di identità della classe lavoratrice e dei suoi obiettivi?

Il 2013 prevede la conclusione del settennato di Napolitano e la fine dell’attuale legislatura; quindi, quale occasione migliore per dare alle caste un segnale forte e chiaro, per evitare la mortificazione della rappresentanza espressa con tanto disgusto nel segreto dell’urna?

Come si potrebbe uscire da questa “empasse” ormai cronica ed incancrenita?

Di possibilità ce ne sono molte, anche le più violente. A noi queste ultime non ci interessano, per il momento. Perché potrebbe arrivare una stagione in cui la continua mortificazione delle classi meno abbienti potrebbe veramente portare a svolte drammatiche. Ma ancora ci sono ampi margini per dare fiducia a noi stessi e alla Democrazia Diretta ed alla rappresentanza, se attuata secondo le regole dettate dalla costituzione.

Tra queste possibilità, nel frattempo, c’è un modo semplicissimo, per quanto ancora veda le resistenze di molti, che non hanno ancora maturato auto-stima e per questo sono ancora dipendenti dalle parole d’ordine dei partiti, dalle promesse inevase o, ancora peggio, con la ricerca di qualche briciolo di privilegio attraverso il troppo poco vituperato “voto di scambio”, credendo che il tentativo che fra poco spiegherò, possa portare a scelte autoritarie o al caos.

Ma badate bene, non sto parlando di astensionismo, perché questa pratica, cioè l’astensionismo attivo, con rifiuto motivato della scheda, già attuata da molti, ma sempre molto pochi, prevede la registrazione a verbale di una dichiarazione, già utilizzata da Bruno Aprile ed illustrata nel suo post http://brunoaprile.ucoz.com/publ/astensionismo_attivo/1-1-0-25, questa:

"Rifiuto la scheda elettorale perché non mi sento rappresentato da nessuno dei partiti elencati in quanto nessuno di essi ha mai richiesto o proposto, in 5 anni di tempo trascorso, l'abrogazione dell'attuale legge elettorale palesemente in contrasto con gli artt. 56 e 58 della Costituzione italiana, e quindi illegittima. Non lo ha fatto nessuno né attraverso la Corte Costituzionale e né attraverso Referendum ai sensi dell'art. 75 Cost.".

Sulle motivazioni ci si può sbizzarrire, visto che non c’è una cosa che possa soddisfare nell’operato dei parlamenti che si sono succeduti negli ultimi sessant’anni. La procedura che Bruno Aprile, coordinatore del Centro Cittadino Democrazia Diretta è questa:

“…Si va alla sezione elettorale con il documento di identità valido, il certificato elettorale e due copie di una dichiarazione scritta e sottoscritta prima di recarsi presso la sezione elettorale (a mano o a computer). (…) Una volta entrati nella sezione elettorale e davanti agli addetti ai lavori si presenta il documento di identità, il certificato elettorale e le due copie della dichiarazione scritta (v. sopra) e si dirà semplicemente a chi vi sta davanti: "Rifiuto la scheda elettorale e le motivazioni sono esposte qui… questa copia è per voi e se in questa mi mette il timbro che avrebbe dovuto mettere sul certificato elettorale la saluto".

Così facendo non si disturbano le elezioni, perché non si farà nessuna polemica, e l'addetto ai lavori non ha nessuna ragione per contestarvi nulla (se è intelligente deve solo mettere il timbro sulla copia che porterete a casa con voi e salutarvi).
Diversamente sarete voi che avrete la facoltà di fare intervenire le forze dell'ordine che presidiano la sezione elettorale (a vostra discrezione).

Per completare l'opera scrivete in calce alla dichiarazione la dicitura con la quale chiedete espressamente che tale motivazione sia messa a verbale citando la legge che lo stabilisce (dipenderà poi dall'addetto a metterla a verbale o meno, voi avete fatto tutto ciò che avete ritenuto giusto fare per dimostrare il vostro disappunto nei confronti di questa ridicola politica italiana).”

Di questo e molto altro parleremo domani nella mia trasmissione “Liberiamo” su www.quantaradio.it, insieme a Jacopo Nassi e Pino Gerace che mi accompagneranno durante tutta la trasmissione. Voi, che non siete “ascoltatori”, ma “partecipanti da casa”, potete intervenire attraverso il telefono della diretta 0699700148, oppure con Skype, chiamando l’account “quantaradio”, o inviando un sms al 3933914229 o, se volete, potete raggiungerci in studio, chiamando lo stesso cellulare degli sms.

2 Comments, Written on aprile 6th, 2012 , Senza categoria

Ieri, 25 febbraio 2012 per Quanta Radio, per la radiofonia e per l'Informazione libera, è iniziata una nuova opportunità che spinge in un angolo agenzie di stampa, radio, televisioni e giornali.
Di norma, l'informazione viene demandata e delegata a chi la fa per mestiere ed in modo mercenario, perché ogni testata è di proprietà di gruppi finanziari ed imprenditoriali che spessissimo tendono ad omettere volontariamente le notizie o, nel migliore dei casi le liquidano, relegandole in zone di poca o nulla visibilità, magari utilizzando tecniche subdole per screditarle o destituirle di fondamento.
L'appartenenza a quei gruppi condiziona o mortifica le notizie, proprio perché insidiano monopòli commerciali ed economici. Faccio un esempio: se per anni nel mio gruppo industriale si sono prodotte lastre di eternit, che poi, per effetto di legge sono state dismesse perché cancerogene, il solo accenno su un giornale o in un TG, viene rimosso, magari per evitare che si riaprano polemiche sui risarcimenti alle famiglie oppure per evitare che qualche giornalista ficcanaso vada a curiosare in qualche discarica nascosta nelle campagne.
Ebbene, casi del genere nelle redazioni sono all'ordine del giorno, in quanto il direttore, o il capo-redattore, svolgono una funzione di filtro, per evitare di danneggiare il proprio datore di lavoro, che poi è anche il proprietario del giornale o possiede un pacchetto azionario nella testata televisiva o radiofonica.
Spesso, anche molti giornalisti svolgono questa funzione, che Pasolini chiamava "auto-censura", evitando accuratamente di diffondere notizie che potrebbero contribuire al proprio licenziamento.
Questo è avvenuto e continua ad avvenire nei confronti perfino delle idee, che possono rivelarsi discordanti con l'operato di un partito o per non inimicarsi il tal ministro o l'intero governo, grazie ai quali si percepiscono i contributi a sostegno della stampa e dell'informazione.
Ci sono anche censure preventive nei confronti di artisti emergenti o prodotti innovativi, che potrebbero fare concorrenza ad un mercato consolidato.
Insomma, la scoperta dell'informazione falsa e manipolata non è mia e se lo dicessi mi prendereste a pomidorate.
Se ho ordito tutto questo preambolo, l'ho fatto, non solo per rinverdire la memoria, ma per dire che, ormai da secoli, l'informazione ufficiale è inattendibile e manipolatrice e serve esclusivamente agli interessi di pochi.
L'Informazione messa in atto ieri da Quanta Radio, va in direzione esattamente contraria a queste logiche, perché, non solo si è occupata di notizie poco diffuse, ma soprattutto perché non si sono utilizzati i canali accreditati come giornali ed agenzie di stampa, bensì le fonti dirette di chi ha organizzato una manifestazione, partecipava all'evento o condivideva le linee guida proposte dagli organizzatori. Tutte notizie che vengono dal basso, dai cittadini che si auto-organizzano e prendono in mano le redini della propria esistenza, fino ad arrivare ad un ministro, o magari ad arringare un manipolo di polizziotti, con la consapevolezza che quello che stanno facendo interessa tutta la popolazione e non solo una categoria o un gruppo di potere.
Sì, d'accordo, non è la prima volta che si fà; certamente, non vogliamo fare tutto noi, estraniandoci dal flusso delle notizie ufficiali, ma quello che è stato realizzato ieri è tutto a spese nostre e senza sponsor che "sposano" il sistema utilizzato per tornaconto personale.
Lo stesso esperimento di Servizio Pubblico è ancora blindato e non tutti possono accedervi, perché comunque frutto di gruppi finanziari che stanno cavalcando la tigre del dissenso per ottenere anch'essi un guadagno.
A Quanta Radio non ci guadagna nessuno se passa una notizia piuttosto che un'altra, perché guadagnare "…sul disastro umano, col gusto della lacrima in primo piano…" (G. Gaber) non fa parte del nostro stile e della nostra sensibilità.
Da oggi potete contare su un mezzo che non finge e non distorce, che non manipola e non censura.
Non è di questo tipo di gestione dell'informazione che si ha bisogno? Non è forse questo il tipo di notizie che state cercando?
Ebbene, siete approdati nel luogo giusto e se ritenete che la vostra collaborazione sia utile, scrivete direttamente alla mia mail antonio.persia@quantaradio.it, faremo informazione insieme.

3 Comments, Written on febbraio 26th, 2012 , Senza categoria

Per i recenti eventi atmosferici, Quanta Radio subisce il fascino ma anche lo schiaffo della neve. Per questo motivo, molte trasmissioni potrebbero saltare, sempre che i nostri collaboratori non siano attrezzati. Aspettiamo fiduciosi…

1 Comment, Written on febbraio 5th, 2012 , Senza categoria

 Guardare questa foto a 26 anni di distanza dall’uscita del primo episodio della Trilogia fa un pò male. Vedere Chistopher Lloyd invecchiato senza possibilità di rifarsi i connotati come nel secondo episodio, Michael J. Fox, irrimediabilmente ammalato di Parkinson, con tutte le difficoltà che comporta ammalarsi di quella sindrome, senza poter ricorrere alle staminali. Non voglio attediare nessuno, ma di riflessioni, almeno a me, ne vengono. Non solo perché è stata una bella favola, ma proprio perché mi viene facile fare dei confronti. Anch’io sono invecchiato con loro, anch’io, che nell’85 avevo appena 31 anni, ho in qualche modo almeno sperato che il futuro fosse a portata di mano e che bastasse sporgersi di poco per afferrarlo e renderlo reale. Già è tanto stare qui a raccontarselo, loro nella foto ed io qui nel mio blog. Dopo circa tre anni ritorno al mio futuro con un’attività che mi ha visto protagonista per tre lunghi anni, colmi di scrittura, post e contatti, qui a chiedermi che senso avrà. Siamo tutti vittime, chi più e chi meno, di momenti di sconforto. Come, ad esempio, stasera, nel mio Diario Facebook ho postato: “La sindrome del cavaliere senza seguito o il seguito del cavaliere con le sue fisime?” In questi anni di cose ne ho fatte, sia sul web che nella realtà, sempre con lo spirito di chi guarda avanti senza guardare indietro. Tutto quello che ho realizzato, “Quanta radio” compresa, mi danno il senso di un lavoro veramente titanico per una sola persona. Meno male che molti amici hanno voluto condividere con me tanta parte dei miei percorsi. E’ veramente bello pensare che ci siano ancora persone disinteressate disposte a condividere le proprie visioni del mondo. Poi ti guardi allo specchio, la barba bianca, i capelli argentei e ti chiedi: “Ma è mai possibile che, con tutto quello che abbiamo realizzato, ogni giorno ci ritroviamo a fare i conti con la medesima realtà, a volte ancora peggiore di quella che immaginavamo?” Ci si sente sovrastati da pesi ancora maggiori, per i quali non saremmo più disposti a metterci in gioco; troppe difficoltà, troppi traguardi da doppiare… Poi ti dici (come faccio io), non senza riluttanza, ma con molta consapevolezza: “E io avrei “armato tutto ‘sto casino” per concludere che è tutto inutile? Non è da me. Le stagioni della vita sono tante. Vivrò anche questa, perché, tutto sommato, voglio partecipare sempre in prima persona, comunque vada, per vedere come andrà a finire. Coi mezzi a disposizione si possono fare ancora miliardi di cose. Chi mi ama mi segua. E vaffanculo allo sconforto!!!”

Leave A Comment, Written on gennaio 24th, 2012 , Senza categoria
Liberiamo

In direzione ostinata e contraria

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