Per i recenti eventi atmosferici, Quanta Radio subisce il fascino ma anche lo schiaffo della neve. Per questo motivo, molte trasmissioni potrebbero saltare, sempre che i nostri collaboratori non siano attrezzati. Aspettiamo fiduciosi…

Leave A Comment, Written on febbraio 5th, 2012 , Senza categoria

 Guardare questa foto a 26 anni di distanza dall’uscita del primo episodio della Trilogia fa un pò male. Vedere Chistopher Lloyd invecchiato senza possibilità di rifarsi i connotati come nel secondo episodio, Michael J. Fox, irrimediabilmente ammalato di Parkinson, con tutte le difficoltà che comporta ammalarsi di quella sindrome, senza poter ricorrere alle staminali. Non voglio attediare nessuno, ma di riflessioni, almeno a me, ne vengono. Non solo perché è stata una bella favola, ma proprio perché mi viene facile fare dei confronti. Anch’io sono invecchiato con loro, anch’io, che nell’85 avevo appena 31 anni, ho in qualche modo almeno sperato che il futuro fosse a portata di mano e che bastasse sporgersi di poco per afferrarlo e renderlo reale. Già è tanto stare qui a raccontarselo, loro nella foto ed io qui nel mio blog. Dopo circa tre anni ritorno al mio futuro con un’attività che mi ha visto protagonista per tre lunghi anni, colmi di scrittura, post e contatti, qui a chiedermi che senso avrà. Siamo tutti vittime, chi più e chi meno, di momenti di sconforto. Come, ad esempio, stasera, nel mio Diario Facebook ho postato: “La sindrome del cavaliere senza seguito o il seguito del cavaliere con le sue fisime?” In questi anni di cose ne ho fatte, sia sul web che nella realtà, sempre con lo spirito di chi guarda avanti senza guardare indietro. Tutto quello che ho realizzato, “Quanta radio” compresa, mi danno il senso di un lavoro veramente titanico per una sola persona. Meno male che molti amici hanno voluto condividere con me tanta parte dei miei percorsi. E’ veramente bello pensare che ci siano ancora persone disinteressate disposte a condividere le proprie visioni del mondo. Poi ti guardi allo specchio, la barba bianca, i capelli argentei e ti chiedi: “Ma è mai possibile che, con tutto quello che abbiamo realizzato, ogni giorno ci ritroviamo a fare i conti con la medesima realtà, a volte ancora peggiore di quella che immaginavamo?” Ci si sente sovrastati da pesi ancora maggiori, per i quali non saremmo più disposti a metterci in gioco; troppe difficoltà, troppi traguardi da doppiare… Poi ti dici (come faccio io), non senza riluttanza, ma con molta consapevolezza: “E io avrei “armato tutto ‘sto casino” per concludere che è tutto inutile? Non è da me. Le stagioni della vita sono tante. Vivrò anche questa, perché, tutto sommato, voglio partecipare sempre in prima persona, comunque vada, per vedere come andrà a finire. Coi mezzi a disposizione si possono fare ancora miliardi di cose. Chi mi ama mi segua. E vaffanculo allo sconforto!!!”

Leave A Comment, Written on gennaio 24th, 2012 , Senza categoria
Antonio Persia

The Boss