Quantaradio

Il blog di Quantaradio

ERALLON: LA LEGGENDA | QUANTA RADIO EDIZIONI

Quinto frammento

di giandiego marigo
 
Ogni promessa è debito, ho spesso affermato di detestare le frasi fatte ed è così, quando si parli della lingua credo che la ricerca dell'originalità ed il modo “personale nel dire le cose” sia fondamentale, in questo caso la uso “ad effetto”.
 
Con questo spezzone si conclude L'incipit del libro, la prossima pubblicazione “spoiler” sarà quella del glossario dei termini cui seguirà quello dei personaggi (entrambi allo stato delle due/tre pubblicazioni della saga e dei libri in lavorazione, questo sì un vero e proprio spoiler), per poi finire con la cronologia delle pubblicazioni.
 
A proposito di pubblicazioni vorrei ricordarvi TESTIMONIANZA D'ISTANTE. La mia prima raccolta di poesie, perché il vostro scrivano pare si fregi d'essere anche poetastro. Già a disposizione a questo link:
 
 
                                                           -o-o-o-o-o-o-o-o-o-
 
Le Male Terre, così le chiamavano, erano un luogo terribile, nonostante esistesse la certezza che mantenessero l’antica ricchezza... ricche e fertili quindi, ma anche patria dei peggiori briganti e di ogni mostruosa e antica leggenda.
 
Il posto del sangue e dell’orrore.
 
Là il Caos era stato assoluta follia e totale dolore. Più di ogni altro luogo avevano sofferto l’onta della Caduta e il diffondersi delle pestilenze, intorno ai quei luoghi si erano diffuse le peggiori storie.
 
Erano abitate, chiaramente... Ma da chi? O peggio! Da che cosa?
 
Mi rendo conto, signore e signori, d’abusare della vostra pazienza, obbligandovi a questo resoconto cosi prosaico e poco avvincente, ma perdonate l’incapacità del narratore e sappiate che siamo quasi giunti alla fine.
 
Gli Atros, la grande tribù in cui nascerà la Portatrice, erano uno dei numerosi clan, una delle numerose comunità sparse in quella parte del mondo, sebbene, come spesso accade, vedessero se stessi come fossero l’intero mondo.
 
Non erano ignoranti, se non per scelta deliberata; volevano esserlo. Abitavano una ridente, ampia, radura nel margine a sud della Foresta Sacra. Un luogo in cui gli alberi vivi scarseggiavano e il legno si poteva tagliare; con parsimonia e rispetto, ma si poteva.
 
In quella zona non vigevano tabù o particolari credenze che lo proibissero.
 
Erano artigiani tessitori e i loro tessuti erano molto richiesti, molto costosi. Il loro commercio era fiorente, nonostante non si muovessero volentieri.
 
Come abbiamo detto non erano ignoranti, avevano una scuola in cui insegnavano la scrittura e le arti della tessitura. Tenuta ovviamente da un apprendista diacono, in cui erano conservati gli annali della tribù con i nomi, le attribuzioni e le appartenenze. Niente di eclatante, ma sufficiente.
 
Erano tempi difficili, in cui gli scambi non erano molto frequenti, ma resistevano le antiche abitudini di commercio.
 
Erano ancora numerosi i mercanti che percorrevano quei sentieri, viaggiatori misteriosi e isolati, zingari senza appartenenza, paria. Erano considerati tabù, nonostante spesso fossero umani. Dovevano essere autorizzati dal Conclave ed erano restii a narrare storie, quando addirittura non fosse loro vietato.
 
Alcuni fra loro erano Nani o anche umani non Eralloniani mercanti-autorizzati della città di Toch’oi, la grande città-stato, regina del Sud e a questi più che ad altri era fatto divieto di narrare quel che esisteva al di fuori della foresta; ma se anche così non fosse stato, si trattenevano normalmente il tempo di sbrigare i loro affari e poi ripartivano, altri erano i luoghi in cui amavano soggiornare e riposare, divertendosi e spendendo il loro denaro.
 
Raccontavano, quindi, poco e quel poco era molto spesso esagerato e mitizzato, quando non del tutto inventato.
 
D’altro canto era ritenuto tabù intrattenersi con loro per molto tempo.
 
L’unico contatto era limitato allo scambio di prodotti, qualche volta a una cena comune attorno ai fuochi alla sera, ma poco altro.
 
Le abitudini delle genti dell’antico regno di Erallon erano diventate un tantino xenofobe e molto, molto chiuse.

App Android

Scarica l'App per il tuo smartphone Android

App IOS

Disponibile anche per i dispositivi Apple

Mobile Link

Ascolta la radio dal tuo smartphone