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IL DIAVOLO STA NEI DETTAGLI | QUANTA RADIO

La strumentalità delle destre italiote.

di giandiego marigo

 L'adesione unanime al progetto “Draghi”, data sulla fiducia, senza alcuna esigenza di manifestare un programma o di rendere palese un percorso dimostra, a chi ancora conservi un minimo di senso critico e capacità di leggere gli avvenimenti (per altro caratteristica molto, molto meno comune di quanto si possa pensare in un paese con buoni livelli, presunti, di scolarizzazione, come il nostro); ci dimostra almeno due cose: la prima che Draghi non ha alcun bisogno di esporre un programma perchè  è egli stesso un programma già molto ben definito in innumerevoli forum, in riunioni più o meno esclusive e/o segrete.

Questo è assolutamente palese, non ha bisogno di alcuna prova o dimostrazione Draghi incarna parecchi decenni di “politica europeista a sfondo finanziario” egli è la scelta del finanziarismo e dell'Europa delle banche contrapposta a quella dei popoli, non già per un'adesione formale o dichiarata, ma per averla diretta, pensata e portata a compimento.

Non complottismo quindi (sempre chiarendo che complottista dovrebbe essere chi complotta e non chi studia i complotti), ma rigore storico in tempi di revisionismo e racconto fantasy.

Il secondo aspetto riguarda la narrazione ed è un dettaglio fondamentale, ma come si suol dire: “Il diavolo sta nei dettagli”.

Si è spesso rilevata la presenza, anche massiccia della destra, nell'area del dissenso, dell'antieuropeismo (più definibile come becero anti-eurismo) delle frasi fatte dei luoghi comuni.

Spesso anche chi scrive ha dichiarato la propria contrarietà per l'assenza della cosiddetta sinistra radicale, con l'eccezione dei libertari tenacemente e coraggiosamente minoritari, nell'area della protesta contro gli eccessi di quella che viene, con una semplificazione semantica, definita “dittatura sanitaria” e che è mascheramento e paravento per i lavori in corso del Great Reset (che Draghi, per altro impersona).

Bene! L'Italia è, come noto, uno dei paesi fondatori dell'Europa Unita e Draghi uno dei suoi più prestigiosi ed accreditati rappresentanti; è, quindi, palese e necessario che mentre tramonta la stella della Sig.ra Merkel (quantomeno dal punto di vista iconografico) si alzi sull'orizzonte Europeo un'altra figura di riferimento.

Fatto sta che l'antieurismo strisciante nell'area populista, l'opposizione roboante ed i cappelli messi sopra alle manifestazioni di protesta. Il Trumpismo modaiolo e un poco volgare del populismo di destra, improvvisamente scompare e l'area del dissenso, abbandonata a se stessa, torna ad essere in prospettiva quello che è sempre stato: un non luogo pericoloso da frequentare.

È strana la velocità con cui questo fenomeno si è attuato, ma anche illuminante sulla strumentalità e sul senso dell'opportunità, sull'uso puramente finalizzato con cui i politici Made in Italy l'hanno frequentata ed usata.

Come sapete chi scrive è un libertario e quindi un estimatore delle forme di ribellione antisistemiche, è un “dubitante” per vocazione ed ha tifato per le manifestazioni del dissenso sin qui citato, anche quando “La normalità” della politica e soprattutto mediatica si è  scagliata contro queste forme di protesta, con cattiveria, con tutto il peso della proria vocazione mistificante, con la volgarità delle definizioni ironiche o insultanti; è oggettivo però l'uso strumentale che molti politici di destra che ora inneggiano in modo più o meno palese al novello Cincinnato, salvatore della patria ne hanno fatto.

L'abuso della strumentalità parolaia e priva di reali contenuti vale ovviamente anche per la pseudo-sinistra, ma loro nel parterre del liberismo europeista ci sguazzano da tempo e non stupisce la loro presenza.

In realtà non dovrebbe stupire nemmeno quella della cosiddetta “Destra Populista o sociale” che eccelle da sempre nella capacità di adattarsi alle stagioni. Che i fascisti e pseudo-tali stiano avviticchiati intorno ai tavoli del potere (occulto e palese) è realtà storica innegabile, sebbene preferiscano il capitalismo arretrato, personalizzato, padronale, agricolo a quello finanziario, azionistico, green-economicista, tecnocratico.

Evidentemente la capacità camaleontica con cui si adattano alle fasi storiche permette loro questa ulteriore trasformazione. Tutto questo al vostro umile scrivano-libertario appare evidente ed egli accoglie con un malcelato piacere la rivelazione di quanto afferma da tempo sulla strumentalità delle destre italiote.

Quello che preoccupa è l'incolmabile ritardo, l'incapacità di lettura, l'ignavia sistemica di coloro che l'Area del dissenso, un tempo, hanno conosciuto molto bene e che anzi, hanno contribuito a rendere credibile individuandone mezzi di lotta e metodologie resistenziali... orbene costoro, forse per raggiunti limiti di età, sono probabilmente troppo preoccupati per la propria salute per rifrequentare questi luoghi e qiand'anche lo facciano risultano scarsamente credibili (suonano falsi anch'essi), eppure le capacità di lettura delle fasi storiche sono maturate per loro nei medesimi luoghi frequentati dallo scrivano in questione.

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