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Il senso di una parola - QuantaRadioTv

di giandiego marigo

 

SINISTRA! Quante volte abbiamo ripetuto questo termine? Quante volte esso si è rivelato consolatorio, definendoci, calmando il nostro bisogno di appartenere; il nostro bisogno d'essere tribù?

Succede una cosa strana con le parole: provate a ripeterne una qualsiasi per molte, moltissime volte, ad un certo punto essa perderà di senso, si trasformerà solo in una sequenza di suoni o, nello scrivere, in una serie di lettere.

È questo il destino della parola di cui stiamo disquisendo?

Da cosa deriva? Da una casuale disposizione nella sala parlamentare? Da un significato sotteso, per cui la mano mancina è in qualche modo sede dell'originalità? Dall'antichissima leggenda secondo la quale i mancini fossero sostanzialmente dei diversi?

Cosa significa oggi? Nella definizione corrente, quella della presunta intelligenza ed equidistanza dei media e dei loro padroni essa comprende ormai di tutto. Dai fascisti pentiti, passando per i cattolici popolari, per i neoliberisti soft, i depopolatori ragionevoli, i liberal-democratici, sino ai rivoluzionari in disuso e rottamazione.

Forse un poco vaga come definizione? Inefficiente! Al minimo confusa.

Molti studiosi sostengono che la parola abbia un substrato che nulla ha a che vedere con la sua “definizione formale”,ma che si inoltra in significati sacri e profondi.

Si può quindi rimanere imprigionati in una definizione? Non riuscire ad uscirne senza provare un senso di confusione e smarrimento?

Sono uno scrivano... fra l'altro di poesie e romanzi di fantasia sono assolutamente convinto di sì, ma oggi gli studi superano il piano dell'empatia e della precognizione e ci consegnano una certezza. Si può!

Soprattutto se la definizione è radicata, corredata dell'opportuna quantità di sacri testi contenenti profonde analisi, vergate possibilmente con termini opportunamente novecenteschi e tendenzialmente cinico-romantici.

Sto quindi disprezzando i libri, la storia, la filosofia delle dottrine politiche? Assolutamente no!

Sto solo affermando che esse vadano affrontate con senso critico “cum grano salis” tutte e sempre. Come fonte di ispirazione dalla quale partire e non come gabbia dentro la quale essere costretti in regole ed analisi vetuste.

Se questo vale per i sacri testi ancor più ha senso per le parole. Se come affermano gli studiosi esse hanno un effetto sullo spirito, indirizzandolo perchè non accostarsi a loro con il piacere del nuovo, con la volontà del cambiamento, perché permettere che la cultura del potere ci imprigioni in una definizione, classificandoci e costringendoci in una serie di comportamenti e pensieri preordinati?

SINISTRA! Cosa vuol dire oggi, probabilmente poco o nulla rassegnatevi.

La parabola pandemica ce la riconsegna trasformata, ulteriormente depauperata, denudata, privata del suo senso, impaurita, prostrata, affacciata di guardia ai balconi, conservatrice, mascherata e conformista.

È quindi questo il senso che demmo ad una definizione geografica... già perché quel significato, per il quale non riusciamo a liberarcene, glielo abbiamo dato noi... con le azioni e con l'essere.

La nuova frontiera del progresso (quello che nobilita la civiltà e ci rende umani) sta nello spirito e non è un caso che proprio su quel piano oggi agisca la mannaia del potere con l'invenzione della “necessità pragmatica” della “politica del fare” della “competitività necessaria ed irrinunciabile” con la definizione drammatica di “Governo dei migliori”.

Liberiamoci quindi della gabbia delle definizioni iniziando da quel che siamo, contrastiamo il potere dove è debole non dove vuole costringerci perché forte. Facciamo passare da noi l'onda del cambiamento cercando nuove parole. Uscendo dal dualismo obbligato, dalle bandierine predisposte. Dal cunicolo del regole prescritte. Dal conformismo di quella che non è più da tempo diversità. Accettiamo il pensiero libertario!

Il potere lavora sullo spirito ,ma non lo conosce, perché non lo pratica, lotta contro l'empatia obbligandoci al distanziamento eterno, lavora sui nostri figli mascherandoli anche quando sono fermi e distanziati, lavorando su di loro nelle scuole dell'obbligo? Esso però non pratica l'empatia, non conosce la condivisione, non accetta lo spirito dell'UNO; perché si nutre dei contrasti, del dualismo... ne ha bisogno per sopravvivere.

Iniziamo quindi a lavorare sullo spirito sul significato profondo di quel che facciamo e del perché sentiamo  il bisogno di farlo. Scompigliamogli il mondo dei rapporti fra le persone, prima ancora che il fronte della loro amata “economia”. Colpiamoli laddove competono e dove fanno competere noi.

Portiamo la visione di un mondo altro nei comportamenti e se necessario predichiamo (parola fastidiosa).

Accettiamo il ruolo di portatori dell'eresia, perché è in una nuova visione dell'umanità rispetto al tutto che sta la soluzione vera... lì loro non ci sono, perché le loro anime sono grigie, legate al possedere la materia... alla ricchezza dell'oro... al Grande Nulla. Allora, forse, quando troveremo le nuove parole, quando lasceremo finalmente libera la nostra forza evolutiva... forse, il mondo prigione della materia e della corsa all'oro scomparirà e lascerà il posto alla nuova umanità.

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