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Rinnovamento o estinzione?

Di giandiego marigo

Gradualmente, giorno dopo giorno in una grottesca finestra di Overton, si regredisce, dando l'impressione che quello che continuiamo a definire progresso, avanzi. In realtà da tempo si tratta di tecnologia vuota, strumentale al potere, che sicuramente cambia il mondo e noi, ma che nulla ha a che spartire con il progresso vero. A parole lo si dice da tempo.

Non si può definire progresso qualche cosa che erode così tenacemente l'anima umana e che “guida” l'umanità verso una forma articolata di estinzione.

È progresso quello che giustifica la distruzione planetaria in nome del benessere di pochi o peggio che finge preoccupazione mentre distrugge?

È progresso un modello cultural-filosofico fondato sull'appropriazione, sulla competitività, sulla legge del più forte deformata ed adattata a quella del più ricco?

È progresso un sistema che ratifica l'astuzia, l'uso della menzogna, l'occultamento della ricerca, l'omissione della verità, strutturate a livello comunicativo, un sistema che usa l'inganno come strumento di dominazione? Che deforma il concetto educativo per trasformarlo in una forma di programmazione sociale, salvo poi chiamarlo scolarizzazione di massa? Che nelle pratiche quotidiane tacita il dubbio ed il dissenso come fossero forme di malattia sociale e che non ha nemmeno il coraggio civile di chiamare censura questa forma di arbitrio?

È progresso il regno rampante delle Multinazionali che si sostituiscono agli stati in una forma selvaggia e crudele di nuova nobiltà consacrata ed intoccabile?

È progresso un sistema filosofico fondato sulla difesa ad oltranza del diritto di proprietà, premesso come “fondamento” della civiltà occidentale e che riduce la solidarietà, la condivisione, le forme di orizzontalità ad utopie farneticanti, senza reale fondamento?

Quante domande in cui la risposta è implicita, forse scontate sotto certi aspetti, eppure ricorrenti persino nel profondo non cosciente dei molti che “accettano di buon grado” la dominazione.

Ho letto di recente una sorta di filastrocca che riporto qui. Non è mia, ma di un amico in rete, ma la condivido “Ricordo ero alle elementari e chiesi ad un compagno di scuola --- Ma perché i tedeschi obbedivano a Hitler? Bastava non farlo e non succedeva niente --- Mi guardò come un matto. Io non capivo perché la gente obbedisse, lui non capiva come si potesse non obbedire. Anarchico da piccolo.

Il Re è Re perché tu ti fai suddito”.

Questa brevissima escursione è fortemente emblematica: il potere è tale perché ha consenso ed usa, non a caso, come forma di dissuasione e repressione (almeno sino ad oggi in attesa della realizzazione del sogno, ormai concreto, della IA intelligenza artificiale)i cosiddetti figli di quello stesso popolo che domina.

Clero, Nobiltà, Borghesia, Capitalismo individuale, azionario, finanziario, Élite, variazioni sintattiche in un giochino di sinonimi e contrari per definire il medesimo rapporto di potere per il quale pochi hanno e molti s'affannano.

Un'apparente progresso formale che definiamo avanzamento della civiltà, che fondandosi in parte sul relativismo del racconto storico, riconduce poi al medesimo contenuto.

Oggi esaltato alla massima potenza grazie alla tecnologia.

Gli scrittori di fantascienza più raffinati, quelli che potrebbero tranquillamente entrare nel gotha della letteratura classica mondiale, non a caso, quando parlano del lontano futuro riproducono una struttura imperiale che richiama fortemente il passato.

Questo Progresso Regressivo fondato sulla tecnologia, la trans-umanizzazione, il compendio micidiale uomo-macchina, mentre dal punto di vista spirituale non solo non esiste evoluzione, ma si realizza una stasi quando non addirittura un regresso è il destino dell'umanità?

Qual é l'argine, come si modifica, come si ferma? Bastano le parole che sin qui abbiamo elaborato, i sistemi mentali con i quali abbiamo sin qui definito la resistenza? Forse no!

Forse Lotta, Classe, Socialismo, Comunismo, Sinistra, tanto per fare alcuni esempi di mostri sacri in apparenza inalienabili, pur non superati nel concetto sono parole inadeguate.

Abbiamo bisogno di nuove parole, di una nuova poesia, letteratura, di un'altra filosofia... di una cultura alternativa, di nuove canzoni... di un altro jazz, un altro rock, un altro reggae... d'un nuovo Hip Hop.

Abbiamo bisogno del coraggio di inoltrarci per altre strade... in un'altra scienza, che nasca da un fondamento filosofico-spirituale di premesse completamente diverso da quello che ci ha condotti sin qui.

Abbiamo bisogno forse di una nuova immagine, d'un nuovo concetto di divino e so di dire qualche cosa che un poco spaventa e che ai molti cultori dell'ateismo ad ogni costo... infastidisce, quasi quanto ai conservatori dogmatici della tradizione.

 

 

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