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DISSERTAZIONE SULLE INTENZIONI E SULLA QUALITÀ DELL'INTERIORE | Quanta Radio Tv

di Giandiego Marigo

 

 Vi è una conseguenza nel “Conformismo ipocondriaco di Sx” più sottile che non la mera invocazione d'un vaccino democratico, ancorché sperimentale, pericoloso e misterioso negli effetti a lungo termine, ma per tutti.

Non basta e non si limita alla evocazione di canzoni democristo-partigiane dai balconi ed alla guardiania degli smascherati, ma si inoltra nei comportamenti di esclusione, vilipendio e criminalizzazione del diverso e del dissidente da parte di chi da sempre si dà tono di esserlo.

Si innesta su antichi settarismi, su stalinismi situazionisti sclerotizzati a volte addirittura inconsci. Parla la lingua, che tanto va di moda oggi, della sconfitta del pensiero dissidente ed anti-sistemico all'interno delle ceneri di quella che chiamammo sinistra.

Diviene linciaggio morale ed in rete di chi oggi afferma la malafede del sistema sulle tematiche della pandemia e della “Vaccinazione di massa”.

Un automatismo aggressivo che porta alla generalizzazione ed alla semplificazione delle tematiche in oggetto, al sofisma liquidatorio, alla teorizzazione del luogo comune e della frase fatta. Non ha più bisogno nemmeno dell'ispirazione del tradizionale influencer (più o meno di sinistra), ma agisce di conserva al profilarsi di alcune tematiche. Si appoggia ai pilastri della comunicazione mediatica di sistema.

È la sconfitta definitiva del “pensiero di alternativa”, parte dalla generalizzazione d'un presunto antifascismo e dalla caccia al pensiero presunto di destra, per invadere il campo e prostrare definitivamente l'area del pensiero anti-sistemico. Mischiando in solo marasma strumentalità e pensiero originale. In quella che è divenuta una caccia al libertario (definito via via no-vax, terra-piattista, proto-fascista).

È un gioco selvaggio alla modificazione generalizzante delle parole e dei termini, all'equivoco gestito per offendere, per ferire... s'inoltra a tratti in parole pesanti ed offese più o meno brucianti ed allusive.

Si veste a volte d'ironia e di quella che continuiamo a chiamare Satira, ma che è divenuta soltanto occasione dicotomica di classificazione in gruppi e clan.

Il tutto vestito da appartenenza, da pensiero collettivo, da preoccupazione sincera per i nonni ed i giovani, è l'aspetto falsamente compassionevole d'una Berlina mediatica?

Si trasforma in abbandono, isolamento, nella fatidica frase “Come sei cambiato”,ma nasconde, come spesso accade, il cambiamento di chi la ripete continuamente.

Il pensiero dissidente deriva in modo diretto dai dubbi e dalle domande che ci si pose ai tempi in cui gli occhi si aprirono e le coscienze cercarono un luogo dove crescere e cambiare, evolvendosi. Le profonde incertezze sull'onestà di questo sistema e delle sue manifestazioni pratiche derivano dall'analisi del comportamento del potere nei secoli e sono nel medesimo segno di quelle che allora ci portarono a lottare contro questo sistema.

La discreta certezza della malafede delle Major nasce dalla “visione oggettiva” di quel che sono e dall'evidente annotazione del prolungarsi dei loro tentacoli putrescenti in ogni direzione di questo marcescente sistema.

NON SIAMO NOI... I DISSIDENTI, I DISOBBEDIENTI AD ESSERE CAMBIATI!

Vi è un'annotazione di tristezza un'amarezza di fondo in quel che scrivo, sto perdendo ogni giorno amici, persone che stimavo, sull'altare del Santo Vaccino.

Sulla credibilità d'una Pandemia che si adatta così bene, cosi efficacemente ai bisogni della èlite mondiale ed ai suoi progetti di cambiamento del mondo.

Amarezza e tristezza che derivano dall'identità di coloro che ti attaccano, in strenua difesa della sperimentazione vaccinale sulle persone, nella trasmissione capillare del terrore nutrito dai media svenduti e patrocinato dai consigli d'amministrazione delle aziende che stanno accumulando denaro e potere da questa emergenza eterna.

Quanti altri pseudo-amici dovrò perdere prima che tutto finisca? Ammesso e non concesso che finisca, cosa di cui dubito ogni giorno di più!

Certo siamo invecchiati e con la vecchiaia si avvicina la paura della morte. Il mostro di cui il nostro materialismo senza spiritualità ha evidenziato i contorni ormai ci respira sul collo ed ogni giorno diventa una spasmodica ricerca d’eternità, (l'errore marchiano di concedere la nostra interiorità spirituale al sistema si fa sempre più evidente). Un penoso tentativo di allontanamento AD OGNI COSTO di sorella Morte.

Mettiamola così! Ma è consolatorio, per evitare di pensare che si sia sbagliato tutto quel che c'era da sbagliare, in quegli anni che, segretamente e sempre più in pectore, continuiamo a mitizzare.

Mettiamola così, perché nonostante gli insulti e l'imbecillità non riesco e non voglio odiarvi, perché lo so che l'odio, prima di tutto, farebbe male a me ed alla mia anima! 

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