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CHI E' COMPLOTTISTA? | QuantaRadioTv

O dell'uso strumentale delle parole

Di Giandiego Marigo

 

Si ha l'abitudine, quando si disquisisca o si osservi su e del comportamento del potere, di guardarsi attorno solo negli ultimi anni, nell'ultima generazione, quasi che tali comportamenti fossero limitati al tempo che riusciamo a vedere o agli anni della nostra esperienza individuale.

Ovviamente non è così!

Il potere attua i propri comportamenti da millenni, ha una visione profonda che cavalca i secoli e la storia, cerca la propria perpetuazione attraverso le epoche. Progetta se stesso in continuazione, per natura propria e per esigenza. Scrive la propria narrazione in continuità con sé stesso, anche al di là degli apparenti cambiamenti. Se così non fosse non sarebbe stabile e se non fosse stabile non avrebbe prospettive, ma soprattutto non potrebbe agire nel modo che gli è più consono: per accumulo.

Si fonda su rapporti di forza consolidati, su metodologie rodate e su progettualità che attraversano gli evi della storia umana. Si fonda sulla conoscenza dei dominati, sul modo in cui stimolare le loro reazioni. È frutto di uno studio continuo, sul miglior modo di perpetuare la propria natura fondamentale è vocato al complotto per sua natura sostanziale.

I componenti della cerchia ristretta del potere, quella nascosta e mai impegnata direttamente nella sua gestione apparente, quella che oggi chiameremmo élite mondiale non si sono mai modificati sostanzialmente nel rapporto percentuale con l'umanità, anzi sono piuttosto diminuiti e si sono ristretti nelle percentuali di questo rapporto piuttosto che aumentare. Ingigantendo, per contro, la propria ricchezza.

Aggiungerei una ulteriore considerazione: molti fra loro sono lì da lunghissimo tempo, in un sequenza generazionale di tutto rispetto. La modificazione elitaria, pur accennata nella Storia narrata è molto più apparente che reale. Anzi il termine adatto è illusoria, perché creata artificialmente per dare l'impressione che vi sia una reale possibilità di scalare la piramide, con la violenza piuttosto che con le qualità intellettuali, il che in realtà esiste solo nominalmente ed in modo estremamente rarefatto.

Per fare questo, hanno inventato parecchi espedienti, oltre a sfruttare a mani basse la propria struttura di controllo e repressione, formata dai figli corrotti e militarizzati degli stessi che dominano, dal sistema bancario sino al libero mercato, passando per la cultura ed il pensiero filosofico, come infatti avrebbero potuto sopravvivere se il diritto di proprietà non fosse stato consacrato e reso intoccabile dalla filosofia come fondamento dei diritti umani?

Hanno complottato per secoli e nei secoli, hanno scritto libri sacri, inventato religioni, linguaggi, regole... leggi e legislatori, hanno scritto gran parte della storia a propria immagine. Hanno mentito, nascosto le conoscenze, costruito roghi sui quali hanno bruciati tutti coloro che si sono in qualche modo opposti al loro disegno. Se guardati con distacco e dall'alto la loro “continuità nel complotto e nell'organizzazione del segreto è evidente, storica”.

Hanno inventato la normalità, adattandola alle proprie esigenze di dominio, ma soprattutto la normativa che la controlla (cogliete l'assonanza?). Quando è stato necessario a perpetuarsi all'interno di situazioni di reale crisi, sono persino divenuti rivoluzionari... o meglio, nel proprio stile, hanno pagato qualcuno che rivoluzionasse per loro. Con le loro “organizzazioni segrete” più o meno istituzionali hanno teorizzato la menzogna, l'infiltrazione, l'assoluto cinismo del risultato finale, stimolato guerre civili e mondiali, mentito spudoratamente per eliminare personaggi scomodi. Hanno agito sul concetto di luce e di oscurità, adattandoli alla loro permanenza

Secoli di COMPLOTTI, di segreti, di invenzioni massoniche e di cerchie ancor più segrete e misteriche... secoli di abitudine alla rivelazione parziale e strumentale della verità, secoli di manipolazioni. Secoli di scoperte scientifiche celate, annullate se scomode o troppo poco redditizie. 

Dalle caste religiose, ai re eroici, ai conquistatori, passando dai nobili ai grandi borghesi, dai Papi e dai Grandi Sacerdoti, ai latifondisti schiavisti, ai nazisti segretamente salvati ed arruolati, sino ai capitani d'industria ed ai padroni contemporanei del mondo... secoli di complotti. Chi è il complottista, colui che complotta oppure chi se ne avvede?

Ed ogni volta che sono stati subodorati, ogni volta che qualcuno abbia intuito il trucco hanno risposto nel medesimo modo (pur modificato dall'andare dei tempi); da una parte indicando coloro che capivano con svariati appellativi dall'eretico, al miscredente, sino al pazzo, all'anarchico, la strega e lo stregone, L'adoratore del male... il maniaco, il disfattista, il disertore... terrapiattista, Negazionista (altro termine abusato e deformato). Il senzapatria, il pirata; quando occorresse cacciandoli e uccidendoli nei modi più svariati, possibilmente facendone spettacolo, ed oggi a favore di telecamera.

Dall'altra agendo sul gregge ed aizzandolo contro chi li stava privando della loro greppia. Sino all'organizzazione del linciaggio (che sia fisico o mediatico non cambia la sua natura). Offrendo alla moltitudine lo spettacolo della gogna del diverso, del suo rogo pubblico della sua berlina. Da sempre e per sempre.

Se un tempo questo era fisico, oggi è mediatico ma è cambiato solo il mezzo non il metodo e comunque alla fine si risolve con l'isolamento, la morte e la pubblica derisione di colui che osa dissentire.

Per finire hanno giocato con l'estremizzazione insinuando fra il dubbio l'assurdo, dando l'impressione (accuratamente) che la fonte d'origine fosse la medesima... sino a rendere il dubbio ridicolo e grottesco, sino a mischiare le carte dietro a mille verità e nessuna.

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