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CE LO AVEVANO PERSINO DETTO

di giandiego

 

Ci avevano avvisato che nulla sarebbe tornato come prima. Da parte nostra nei giorni di Genova G8 lo avevamo ben intuito, forse persino capito cosa stesse succedendo (salvo poi dimenticare sull'altare della paura). Avevamo ampiamente citato la teoria dello Shock, individuato le finestre di overtoon che si stavano aprendo.

Ed eccoci qui, ma la consapevolezza che ci aspettavamo latita e vince la paura. La teoria ha funzionato e sta funzionando sin troppo bene.

Giochiamo ai profeti? È forse un gioco stupido ed un poco autolesionista, ma qualcuno lo deve pur fare.

LA PESTE DEL SECOLO CI HA PREPARATI ED ORA L'EMERGENZA DELLA GUERRA CI SISTEMERÀ PER BENE.

Facciamo degli esempi... tanto per... la crisi energetica aprirà le porte a soluzioni folli quali il ritorno al carbone (che comunque viene prodotto al 70% in Russia) e verrà probabilmente usata per affermare l'inelluttabilità del nucleare. Le carenze alimentari prossime venture che colpiranno la filiera cerealicola sono già il territorio dal quale passerà la sconfitta epocale sugli OGM. Qundi l'emergenza diviene il territorio sul quale si umiliano le costituzioni nate dalla resistenza e si afferma il modello cultural-filosofico NWO e la necessità del Great Reset.

La Guerra vera, quella che stiamo davvero perdendo è quella del potere contro i popoli e contro il pianeta, per l'affermazione di un modello folle ed elitario.

Molte cose cambieranno affinché non cambi l'asse del potere. Modificare regole ed apparenze perchè tutto resti come deve.

Le scelte sciagurate stanno a monte, la vera sconfitta anche. Quello che si sta affermando è l'esaltazione finale del modello materialistico in cui il Mostro Pragma potrà chiedere il sacrificio di parte della popolazione mondiale sull'altare della propria permanenza.

Abbiamo permesso che quello in cui credevamo fosse definito “Impossibile”, “utopistico”, “folle”. Abbiamo permesso che deridessero e definissero il nostro modello “come una forma di follia giovanile”, a tal punto che ci siamo convinti noi stessi che lo fosse. Sino a divenire i primi inquisitori di quel che eravamo.

Abbiamo rinunciato ai contenuti in nome di un approccio comprensibile, condivisibile, affermativo e mediato; sistemico alla fine. Sino a parlare con la stessa voce del sistema.

Abbiamo concesso, per omissione e negazione, la nostra spiritualità sino ad uniformarci al racconto delle istituzioni consacrate ed acquisirne il linguaggio.

Ed ora siamo qui... come dice Jannacci “che camini avant e indrè... e me fan mal i pè”

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