• Category: Informazione
  • Hits: 95

CONSERVATORISMO PSEUDORIVOLUZIONARIO

di giandiego

Già Pier Paolo Pasolini l'aveva stigmatizzato con i suoi “Chierici Rossi”, G.Gaber poi ci aveva costruito attorno fantastiche e profetiche pieces teatrali. L'intellettualità normalizzata ci ha messo qualche anno in più ed ora la nega, sottotraccia, narrando una storia parziale e riformata della sua evoluzione.

Però il “Conservatorismo Pseudorivoluzionario... o Pseudoprogressivo” esiste ed è tangibile per chi dedichi del tempo ad osservarlo.

Esso si è manifestato con forza dirompente negli ultimi anni (non solo gli ultimi due di psico-pandemia) sino ad assumere aspetti , decisamente, grotteschi, ma lavora sottotraccia da moltissimo tempo.

È figlio del pragmatismo (il Mostro Pragma) di cui si ammanta e che usa come paravento, ma ha radici teoriche e motivazioni precise.

Si manifesta in svariati modi, dall'ostinazione nell'uso di modelli e parametri novecenteschi, alla persistente e libresca analisi dei rapporti di forza, sino alla “revisione” di quegli stessi fondamenti storico-filosofici che vengono deformati per essere usati a pretesto di una presunta necessità di modificazione degli stessi.

Si tratta, in fondo, del gattopardesco “cambiare tutto per non cambiare niente” e si manifesta in mille ed una maniera, sino a portare gli pseudo-rivoluzionari di un tempo alla gestione della repressione e della propaganda sistemiche.

Non si tratta di un meccanismo nuovo, si è ripetuto nella storia umana svariate volte, per non dire sempre, ma oggi esso si vela d'arroganza come mai prima d'ora.

Un tempo esso veniva definito, semplicemente, tradimento ideale, ma nei tempi della comunicazione esasperata si divide in mille rivoli motivazionali,sorretti da altrettanti Anchor-men rappresentativi.

Nessuno qui osteggia il cambiamento, anzi proprio di questo stiamo parlando. Troppo spesso quella che definiamo coerenza si è trasformata i sclerosi e quello di cui stiamo parlando lo dimostra, anzi ne è fomdamentale meccanismo.

Il pensiero d'alternativa che si auto-corrompe rifiutando di modificare i propri parametri analitici sino a trasformarsi in conservazione. Un meccanismo “Naturale” che ha attinenza con l'invecchiamento dei pensatori e degli interpreti? Chi scrive non la ritiene giustificazione sufficiente ed ancora meno valida a definire adeguatamente questa forma subdola e strisciante di conservatorismo. Molto più pericoloso ed infido di quello frontale e fanfarone di quelli che si definiscono, appunto, conservatori. La reazione travestita da progressismo è, oggi, il vero nemico della civiltà.