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LA CULTURA DELL'EMERGENZA

 

di giandiego

 

Va così, quantomeno in Italia, il drago ed il suo governo di succubi non mollano l'emergenza; nè come azione ratica ed ancor meno concettuale, anzi svariano sul tema, ora parlando di guerra ora di salute, ma senza mai mollare l'osso.

Finisce un emergenza legata all'epidemia (finisce poi è parola grossa, più adatta è viene parzialmente sospesa) e ne inizia subito un'altra legata alla guerra, alle fonti energetiche, all'economia... tutto purché sia la paura a governare il paese.

Ed appare evidente come questo non possa avvenire se non con l'assoluta complicità della politica, ormai completamente asservita all'esasperato atlantismo e prostrata, di conseguenza, al Drago Banchiere.

D'altra parte l'ignavia popolare, permette loro qualsiasi abuso, qualsiasi nefandezza; così ci si trova mascherati anche dopo l'emergenza sanitaria, avvolti in una sospensione che non assomiglia affatto alla fine dell'emergenza pandemica che, invece, viene praticata nel resto dell'Europa (Già la UE funziona da riferimento solo quando conviene).

Il Parlamento è al limite del ridicolo, per 44 volte è stata usata la metodologia della “richiesta di fiducia” proprio per aggirare ed azzerare qualsivoglia discussione il dpcm ed il decreto legge diventano l'unica espressione legislativa, la Corte Costituzionale è in mano alla politica e, nella stragrande maggioranza dei casi, ratifica qualsivoglia bruttura costituzionale.

L'opposizione presunta è semplicemente inesistente e, per sua stessa dichiarazione, fedelmente atlantista, quindi totalmente vocata alla guerra santa.

Chi scrive, è stato detto più volte, non ha particolare passione e propensione per la democrazia liberale... anzi, ma qui non esistono nemmeno i presupposti per quest'ultima, siamo in un pastrocchio coloniale all'italiana. Servi sciocchi di un'Europa suicida e proprietà di una potenza atlantica impazzita. Invischiati nella melma della fine imperiale, usati come campo di battaglia futuribile.

In questo la politica Made i Italy si distingue per nullismo, ed apoco valgono i richiami disperati ad una logica liberale di alcune voci intellettuali , ancora dotate di buon senso.

Nell'AreA del dissenso s'è fatta strage, qui la propaganda ha colpito durissimo e la psico-pandemia ha fatto il resto. Qui il marasma della confusione , delle multi verità, della disinformazia creata ad arte hanno sgominato il campo. In un contesto dolorosamente frammentato si è inserito il pungolo della paura che ha frantumato quel poco o nulla che restava.

Oggi purtroppo. Libertario, Comunista, Socialista non significano necessariamente amico di chi abbia dubbi o addirittura detesti questo sistema, anzi; non significano, soprattutto l'essere dediti alla controinformazione o liberi dal Pensiero Unico.

C'è molto, moltissimo da fare e le forze sono poche le voci sparse e spesso discordanti, sarebbe già moltissimo il mettersi d'accordo sulla sostanza e sul substrato filosofico- spirituale, sul senso di quel che diciamo... ed anche qui, troppo spesso gli Ego prevaricano i contenuti, fra ottimisti ad oltranza, pessimisti razionali, spiritualisti domenicali ed affermativi... già molto da fare e, forse, molto poco tempo.