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TEORIA DELL'ABBANDONO

di giandiego

Questa che vado scrivendo non vuol essere una lamentazione anche se mi riguarda, direttamente, come in fondo riguarda molti... sempre di più.

Questo sistema selvaggio e crudele, questa pantomima, questa recita crudele che avvolge la nostra società malata, questa caricatura di democrazia che molti ironizzando ormai definiscono Democratura (non è nostra, purtroppo).

Bene , questo sistema subdolo, ipnotico ed avvolgente ha elaborato una nuova teoria di sterminio, una forma crudele di invito al suicidio... l'Abbandono!

Si abbandonano dopo averli marcniati con il sigillo dell'infamia interi gruppi sociali in una forma medioevale di noncuranza. Molti individuano in questi tempi una sorta di parallelismo con il crollo dell'Impero Romano... a mio umilissimo ed inutile parere siamo già alle pendici del nuovo evo mediano.

L'abbandono, una pratica crudele, quasi sadica, ma che si intravede ovunque e che infetta in modo strisciante persino i tentativi di resistenza e d'organizzazione di enclavi d'alternativa.

In modo subdolo dicevo, ed è proprio così: per esempio l'abbandono sistemico ed organizzato della Sanità pubblica unito al tentativo di farne uno strumento di controllo sociale si risolve, com'è forse anche giusto, in strutture di organizzazione alternativa, nascono associazioni di medici volenterosi e disposti a rischiare del proprio per curare, ma queste associazioni sono necessariamente ed ovviamente, osteggiate dalla “Società e dalla politica” e finiscono per essere, per inerzia ed entropia, una forma di privatizzazione ed in ultima analisi una forma di abbandono degli ultimi incapienti.

Questo vale quasi per tutto ciò che non essendo “socialmente riconosciuto” è per sua natura privato. Coinvolge la scuola parentale, l'acquisto solidale, persino l'informazione alternativa che diventa una forma di lusso da pagarsi a ripetizione, si insinua nella sanità, nelle forme di resistenza agli obblighi di santificazione.

Questa “alternativa” pur essendo necessaria ha in sé il germe della sconfitta, perché stratifica la società ed abbandona di fatto l'area crescente degli ultimi. Se la possibilità di fare alternativa si lega alla capienza è la fine. Il sogno orizzontale muore e nasce una nuova élite.

In questo modo, oltre che con la repressione, la censura, la derisione organizzata, il potere ci frantuma, dividendoci e nutrendo il classismo che tanto comodo gli fa.

Certo l'alternativa non è gratuita e su questo scoglio si è infranta ben più di una iniziativa, ma nemmeno si può pensare di ribellarsi privatizzando.

È in questo senso che nasce l'esigenza, spesso troppo vituperata, di modificazione della società (ed ovviamente non basta una tornata elettorale o il teatrino dell DX e della SX).

Se vi capita di applicare pensiero ed attenzione (e dovreste) alla situazione attuale scoprirete che, a spingere per l'auto-organizzazione privatistica sia proprio l'area più conservatrice (filosoficamente e spiritualmente) dell'attuale movimento di resistenza.

Sono stranamente proprio loro, i conservatori antiabortisti, per esempio o i simpatizzanti di CasaPound ad essere i più tenaci organizzatori d'alternativa privatizzata.

La domanda sorge spontanea, esiste una possibilità diversa d'organizzazione? Improntata alla solidarietà che tenga conto degli ultimi e della loro salvezza? Che non sia pietistica ma socialmente organizzata? È possibile in un contesto che vede nei partiti tradizionalmente vocati a tali attività il primo fronte di cedimento e svendita al sistema?

Sicuramente nel breve periodo la soluzione è quella che si sta praticando, nessuno lo nega, ma essa deve essere improntata a forme di solidarietà, temporizzata e corroborata da una visione profonda che inizi a “vedere ed immaginare” un sistema sociale profondamente diverso da questo.

Non ho alcun interesse a marcature, bandiere di appartenenza o definizioni, anche perché esso è in divenire e deve essere congiunto ad una maturazione complessiva, spirituale, filosofica, sociale: è un grande lavoro, immane ma deve esserci come prospettiva... è indispensabile, altrimenti si tratta solamente d'una disquisizione sul nulla che verrà praticata da chi può permetterselo e che non si radicherà mai nel tessuto sociale, anzi contribuirà a strapparlo a brandelli.

Perdonatemi la lunghezza!

 

 

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