Politica

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IL DRAGO VA ALLA GUERRA (cioè... non lui, ti ci manda)

 

 

di giandiego

 

Il drago è andato negli USA, molti sostengono a prendere ordini, ma torna con l'imprimatur di Gran Capo delle Colonie d'Oltremare, la sua fedeltà agli States è conclamata, tanto che ci si chiede se non abbia in tasca una Green Card o addirittura se non sia un apolide con doppia nazionalità.

Nessuno come lui è stato fedele agli interessi dei “presunti” padroni del mondo, nessuno come lui ha dimostrato nei fatti questa fedeltà, solo due precedenti si possono avvicinare a questo livello di lealtà all'occidentalismo costi quel che costi: De Gasperi e Blair. Però Il Drago vince, comunque, a mani basse!

Torna, dicevo, unto dal supremo, punto di riferimento europeo (già presidente della NATO, in pectore). Mentre nel BelPaese, ormai senza alcun nerbo o dignità, serpeggia la consapevolezza ch'egli resterà dov'è (farsa elettorale o meno) almeno sino al 2026.

Per portare, compiutamente, a termine il suo compito di “Curatore Fallimentare”, “Tagliatore di Teste”, liquidare il paese come ha già fatto con la Grecia, affermare il predominio del pensiero occidentalista e monopolare, frenare la deriva multipolarista e le pretese indo-brasi-russo-cinesi, mantenere lo status quo sulla portaerei del Mediterraneo.

Ricorrerà ad ogni mezzo per poterlo fare, alla menzogna programmata, alla compravendita di anime, al pugno di ferro in guanto di velluto... o anche senza.

Gli Italiani glielo permetteranno? La Storia ci dice di sì, l'assenza di una controparte reale di una opposizione di qualsiasi tipo , ma vera, lo afferma. il "Partito unico di fatto" è già da tempo realtà.

La dittatura è di un tipo nuovo, non si tratta della versione centro Sud americana, non di quella un poco tribale all'africana, non è franchismo o potere dei colonnelli... è molto più subdola, ricorre alla paura della pestilenza, al controllo mentale delle masse, all'uso smodato del quarto potere e dell'ipnosi mediatica... è forma dittatoriale ragionieristica, finanziarizzata, un medioevo che ci riporta al possesso dell'acqua, della terra, delle fonti energetiche. Che promette Fame e miseria.

Resisteremo? Troveremo la strada per una visione altra che distrugga i fondamenti su cui si consolida e vive il potere del Drago. Sapremo essere altro da questo sistema che lo nutre e lo sostiene e lo crea? Sapremo essere granello di sabbia in questo gigantesco meccanismo di cui il nostro drago è espressione vivente? Dipende da noi e dal coraggio di essere... e non è facile, anche se lo è.

Diventa complicato in questo contesto, un viaggio verso l'ignoto e ci vuole coraggio per andare nel buio. Rifutare il sistema, rifiutare la guerra disertando se necessario, rifiutare la competizione, rendere orizzontale e circolare, femminile (sul serio non maschilizzando le donne), affermare la cultura della pace, eliminare i confini (innanzi tutto mentali),resistere alla tanatofobia, accettare l'impermanenza... ESSERE! Facile a dirsi ed a scriversi, tutto sommato facile da rendere dottrina ed apparente dogma, molto più difficile da fare e soprattutto da fare insieme.

 

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NEL GIUSTO SENSO

di giandiego

Nel 1° secolo gli abitanti dell'Impero Romano erano quasi 50.000.000 e Sicilia e Puglia erano considerate “Il granaio dell'Impero”.

Certamente la situazione non è comparabile, oggi l'Italia da sola conta quel numero di abitanti, ma qualche considerazione va comunque fatta.

Certamente Sicilia e Puglia non potrebbero da sole dare all'Italia una indipendenza, ma sarebbero sicuramente in grado di contribuire in modo molto considerevole ad avviare il paese su quella strada, se solo l'Europa permettesse loro di coltivare il loro grano.

Se poi a questo si unisce la scelta sciagurata, molto diffusa al Nord, di coltivare unicamente Mais, e per il nutrimento animale e la produzione di biogas, si ha il quadro devastante della nostra totale dipendenza alimentare.

La nostra agricoltura è asservita, da una parte ai dictat di assurde leggi di mercato, imposte dall'Europa, che paga i contadini del SUD per non coltivare il loro grano; dall'altra a logiche industriali esasperate, che massimizzano i profitti e rendono l'agricoltura un appendice della follia finanziaristica dilagante.

I Italia non si coltiva per vivere o per nutrire, ma per pura speculazione industriale e seguendo non le esigenze del paese, ma il risiko assurdo di un'Europa a trazione Franco-Tedesca,che predilige gli interessi mitteleuropei a quelli mediterranei.

In un quadro come questo, mentre la scienza conclamata trascura scelte compatibili e naturali, cui basterebbe applicare intelligenza per farle decollare e riempire il campo delle esigenze e preferisce avventurarsi in campi rischiosissimi o nocivi, in nome della produzione di energia e del massimo profitto; la nostra agricoltura e qualsiasi illusione di indipendenza alimentare vengono sacrificate alla visione bancaria dell'Europa Unita.

Il Nord, salvo alcune sacche d'avanguardia, fatica a comprendere la necessità di riconvertire il comparto agricolo ad una visione d'autonomia compatibile, capace per esempio di ridurre la produzione carnea, chimica ed industriale ad una vegetale e biologica; mentre al Sud i ricatti europei ostacolano, sino ad impedirla, un'agricoltura con prodotti di assoluta e superiore qualità organolettica e nutrizionale. Un discorso a parte andrebbe poi aperto sui prodotti tipici: Oli, vini, primizie. In Sicilia si coltivano con facilità anche frutti tropicali e particolarissimi.

Se applicassimo intelligenza e dedizione (anche evitando crociate demenziali ed inutili) nel giusto senso... forse avremmo un mondo migliore. Ma qui come con l'uovo e la gallina ci si perde in un loop. È un mondo migliore che fa un'umanità migliore oppure il contrario e sebbene questo busillis sia pretestuoso perché è sempre un umanità migliore a cambiare le cose; il nostro tempo rimane a girare in questo vortice... mentre non cambia nulla, anzi

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VI PISCIANO IN TESTA, VE LO DICONO, MA VOI SOSTENETE CHE PIOVA!

 

 

A sole due settimane dal famoso discorso del condizionatore... ecco che fra la pace ed il sudore il Drago ci fa sapere la sua, personale preferenza.

Tutti i condizionatori della sede di Via della Stamperia vengono sostituiti... mica possiamo rischiare dei malfunzionamenti, No?!?

Già perché diciamolo che lui è lui e noi non siamo …, e quelli che lavorano per lui hanno di default, più diritti e privilegi dei poveri pirla che li pagano e che devono soffrire e privarsi per le scelte sciagurate del drago medesimo. Quindi dopo l'ingentissimo aumento di stipendio, bè cambiamogli i condizionatori.

Un poco come l'armiamoci e partite di mussoliniana memoria... sì questo agli italiani piace ed ultimamente lo si distribuisce a piene mani.

In fondo ce lo meritiamo (anche se non siamo tutti altrettanto complici), la maggioranza degli indigeni italiaoti ha dimostrato d'essere argilla morbida nelle mani del manipolatore... e lui manipola, perché no? Come suole , com'è normale, come si è sempre fatto nella politica all'italiana. Mi raccomado, voi continuate a votarli e loro continueranno , tranquillamente a prendervi per idioti ed a deridervi! E voi continuerete a pagare ovviamente.

 

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FAZIO-SAVIANESI, SPERANZOSI

di giandiego

Qualche cosa bisogna pur dirlo all'area dei Fazio-savianesi, quelli del naso tappato per i gas inesistenti di Assad, gli amichetti di Speranza che tifano per le major del Farmaco, quelli che usano foto di bambini distrutti ed invalidati dalle bombe ucraine sul Dombass, molti anni prima della attuale guerra, quando l'assalitore era tutt'altro che russo, per stigmatizzare la crudeltà del mostro putiniano. Quelli che oggi sono senza se e senza ma Alleati granitici di Zelensky e dei suoi bravi in odore di neonazismo.

Quelli che hanno tifato per le bombe di D'Alema su Belgrado. I benpensanti neo democristiani tinti in rosa slavato.

Non si può negare la loro derivazione “diretta” da quella che fu (molti secoli fa) l'area del dissenso, eppure a vederli oggi fanno impressione: aggressivi, mistificatori, pronti a tutto per uno sgabello in seconda fila al tavolo del potere, meglio se a favore di telecamera.

Chi scrive, è ormai cosa risaputa, è libertario e deriva quindi dalla medesima area ed è per questo, con una forma di raccapriccio, che prende in considerazione questo gruppuscolo; tanto pericoloso ed attivo quanto scarsamente rappresentativo.

Abbandonati gli ideali essi si occupano con audace pervicacia del potere, in una gara alla poltrona senza precedenti. Per fare questo si aggregano alla madre Piddina, divenendone di fatto, guardiani e braccio “forte”. Fedeli scherani, sempre pronti allo scontro con chi cova dubbi.

Agiscono nel sindacato (istituzionale, la triplice in sostanza). Occupano le poltrone dell'associazionismo santificato e riconosciuto a norma di legge, sono presenti ovunque si manovri anche un'oncia di potere.

Li conosco bene, qui parlo di me, erano così anche da giovani. La verticalità gli piaceva, vagavano fra direttivi, comitati centrali, segreterie... cercavano il “funzionariato” con insistenza, divenendo abilissimi nel dire quel che più rendeva, non tanto nei confronti d'un popolo che ritenevano stolto, ma piuttosto a chi ascoltandoli li poteva premiare con una posizione di controllo.

Hanno occupato radio libere, giornali, ed ora indossano persino casacche ministeriali.

Non vi odio, so chi siete e chi eravate... so che oggi , senza più alcuna scusa ideale, siete la preda preferita del Mostro Pragma.

Velo voglio dire però Progressismo e Civiltà sono un'altra cosa... molto diversa da voi

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IN NOME DI CHI?

Di giandiego

 

Chi scrive è un libertario, quindi pochissimo portato alle strutture verticali del potere, ma questo non impedisce di ragionare attorno a quella che viene definita democrazia e che nell'occidente atlantista viene spacciata come “alveo d'ogni libertà”.

Chiunque conservi un minimo di senso critico può vederlo, nonostante il velo artificioso dell'ipnosi infosferica. Il rapporto di delega, funzione fondamentale della democrazia liberale si è consumato sino a distruggersi e scomparire.

Oggi, nei parlamenti delle democrazie occidentali ed in particolar modo in Italia siedono personaggi che rappresentano solo sé stessi ed i propri gruppi di potere. La volontà popolare non è tenuta in alcun conto anzi, la funzione principale del potere è piegarla al proprio racconto onde ottenere un apparente consenso.

Qualsiasi parvenza di rappresentanza appare irreale, compromessa. Si dichiara, a parole, che sia il popolo ad essere sovrano, ma questo è sempre meno vero. Sempre più la sovranità reale si sposta verso gruppi di potere sempre più ristretti.

Il grottesco è poi la definizione di oligarchia o di dittatura perpetrata nei confronti dei propri presunti nemici come in un gioco a specchiarsi ed addossare all'immagine riflessa i propri stessi vizi un gioco alla Dorian Grey 4.0.

Dove il paese di riferimento di tale “definizione arbitraria”, quello che teoricamente dovrebbe rappresentare l'esaltazione del Liberalismo anglo-calvinista ha nel proprio curricula il 98% di giorni di guerra dalla sua nascita nel 1776 ed porta come esempio fondante il più grosso genocidio organizzato della storia.

Lo stesso afflusso alle urne in tutti i paesi dell'area atlantica ed in Italia in particolare ha raggiunto livelli ridicoli aggirandosi attorno a cifre inferiori al 50% degli aventi diritto, rendendo persino più ridicolo il vetusto concetto di rappresentanza, per altro ottenebrato da regole elettorali sempre più congegnate per mantenere lo “stato delle cose”.

La chiamate democrazia, ma non sapete nemmeno di cosa stiate parlando, lo avete dimenticato... se mai lo avete davvero saputo, ma soprattutto se mai vi ha realmente interessato.

UNA DOMANDA SORGE, SPONTANEA... IN NOME DI CHI CI STATE PORTANDO ALLA GUERRA, IN NOME DI CHI DECIDETE CHE L'INVIO DI ARMI E DEI NOSTRI FIGLI AL FRONTE SIA LA SOLUZIONE... L'UNICA POSSIBILE AD UN CONFLITTO CHE VOI STESSI AVETE NUTRITO ED IMPLEMENTATO?