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IL DRAGHISTAN SENZA IL DRAGO

di giandiego

 

Siamo italiani e quindi sottomessi e programmati all'idea dell'uomo solo al comando anche nella contestazione?

Se il Drago se ne va cambia il mondo in cui lui è esistito? Se resta il tarlo mentale che ha prodotto l'asservimento ed il silenzio di un popolo prono e succube possiamo sperare in qualche cosa di meglio? Oppure il silenzio e l'estraneità popolare dal mondo delle decisioni politiche permane?

La campagna della santificazione forzata è passata dal Conte al Drago ed è rimasta intatta, perché gli interessi che muovono i burattini del potere stanno nei fili che li fanno sembrare vivi e non nel burattino.

Il Drago era un burattinaio?

Meno di quel che sembrava, pare. Comunque se lo era resterà tale anche andandosene, perché la commedia... o la tragedia non dipendono dagli attori se non apparentemente, essi possono cambiare, ma la scrittura non cambia e la regia si adatta negli anni ai gusti di chi continua stolidamente a pagare il biglietto per vedere sempre la stessa storia.

Esiste il Draghistan senza il drago, l'impero senza l'imperatore farlocco, il principato di Toscana senza il principe del nulla? Pare proprio di sì, cambiano gli attori e la regia, ma la scrittura rimane... immutabile, sempre considerata come l'unica possibile. È proprio questo il problema e se non lo si capirà presto le cose, semplicemente, continueranno ad essere quelle che son sempre state, cambiando scenario ed attori... ma replicando eternamente la stessa commedia.

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