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NEL GIUSTO SENSO

di giandiego

Nel 1° secolo gli abitanti dell'Impero Romano erano quasi 50.000.000 e Sicilia e Puglia erano considerate “Il granaio dell'Impero”.

Certamente la situazione non è comparabile, oggi l'Italia da sola conta quel numero di abitanti, ma qualche considerazione va comunque fatta.

Certamente Sicilia e Puglia non potrebbero da sole dare all'Italia una indipendenza, ma sarebbero sicuramente in grado di contribuire in modo molto considerevole ad avviare il paese su quella strada, se solo l'Europa permettesse loro di coltivare il loro grano.

Se poi a questo si unisce la scelta sciagurata, molto diffusa al Nord, di coltivare unicamente Mais, e per il nutrimento animale e la produzione di biogas, si ha il quadro devastante della nostra totale dipendenza alimentare.

La nostra agricoltura è asservita, da una parte ai dictat di assurde leggi di mercato, imposte dall'Europa, che paga i contadini del SUD per non coltivare il loro grano; dall'altra a logiche industriali esasperate, che massimizzano i profitti e rendono l'agricoltura un appendice della follia finanziaristica dilagante.

I Italia non si coltiva per vivere o per nutrire, ma per pura speculazione industriale e seguendo non le esigenze del paese, ma il risiko assurdo di un'Europa a trazione Franco-Tedesca,che predilige gli interessi mitteleuropei a quelli mediterranei.

In un quadro come questo, mentre la scienza conclamata trascura scelte compatibili e naturali, cui basterebbe applicare intelligenza per farle decollare e riempire il campo delle esigenze e preferisce avventurarsi in campi rischiosissimi o nocivi, in nome della produzione di energia e del massimo profitto; la nostra agricoltura e qualsiasi illusione di indipendenza alimentare vengono sacrificate alla visione bancaria dell'Europa Unita.

Il Nord, salvo alcune sacche d'avanguardia, fatica a comprendere la necessità di riconvertire il comparto agricolo ad una visione d'autonomia compatibile, capace per esempio di ridurre la produzione carnea, chimica ed industriale ad una vegetale e biologica; mentre al Sud i ricatti europei ostacolano, sino ad impedirla, un'agricoltura con prodotti di assoluta e superiore qualità organolettica e nutrizionale. Un discorso a parte andrebbe poi aperto sui prodotti tipici: Oli, vini, primizie. In Sicilia si coltivano con facilità anche frutti tropicali e particolarissimi.

Se applicassimo intelligenza e dedizione (anche evitando crociate demenziali ed inutili) nel giusto senso... forse avremmo un mondo migliore. Ma qui come con l'uovo e la gallina ci si perde in un loop. È un mondo migliore che fa un'umanità migliore oppure il contrario e sebbene questo busillis sia pretestuoso perché è sempre un umanità migliore a cambiare le cose; il nostro tempo rimane a girare in questo vortice... mentre non cambia nulla, anzi

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