Spiritualità

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I TAROCCHI DI MARGO'

Di giandiego

 

Nasce da una collaborazione fra il vostro umile ed inutile scrivano, Margò Artist (Marianna Marigo) e la nostra gloriosa casa editrice Quanta Radio Edizioni:

I TAROCCHI DI MARGO'”.

Uno splendido mazzo (con libro annesso) Femminile, Magico (nel concetto più spirituale di magia), particolarissimo e nuovo.

Un mazzo spiritualmente molto carico, che può essere ulteriormente caricato dalla valenza del consultatore. Un parallelismo con l'antica sapienza dell'I king, per una visione complessiva e junghiana dell'interiore.

Uno strumento per raggiungere il centro, per l'ascolto dell'immanente... un gioco? Se il gioco è un modo d'imparare, certamente sì. Il gioco è una cosa serissima e sacra! Nato dall'esperienza interiore del vostro scrivano e dall'estro di una disegnatrice sacra. IMPERDIBILE!

Contattateci per informazioni!

 

QRE (qui pagina facebook)

Marigo giandiego-scrittore (qui pagina facebook)

Margò Artist (qui pagina facebook)

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QUANTE VITE?

Quante vite ho vissuto in questo sentiero?

Caduto, rialzato e caduto di nuovo

Ogni volta memoria rimuove il dolore

ma lui resta dentro,

perché l'anima sai non dimentica niente.

Amici fuggiti, che amici non sono

e il cammino ogni volta è fatica

per poi ritrovarti con il tuo sasso in mano

da solo,lì avanti, in balia del destino.

Quante volte ho ricominciato

sperando scordare, coprendo le mie cicatrici

Il sentiero era uno? Ma i racconti milioni

Ogni volta sperando che fosse... e non era

per trovare l'amore nell'unico posto dov'era

racchiuso nel cuore, nella voce dell'anima

Ringrazio chiunque mi ha amato

Ringrazio chi m'ha dimenticato

Ringrazio chi mi ha aiutato a rialzarmi

Ringrazio chi mi ha fatto cadere.

Ed infine ringrazio i sentieri

le fonti con l'acqua, per quel ho scordato

per quel che ricordo, per quello che ho scritto

per quel che non voglio narrare

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FRAMMENTI

di giandiego

Non è solo dei servi sciocchi del potere in auge l'abuso di luoghi comuni e frasi fatte. In realtà la compulsione alla ripetizione ed alla citazione è tipicamente umana. È la risultante di un'educazione millenaria al verticalismo, d'una cultura della memoria sterile, della contemplazione mnemonica del sapere (o di quel che si presume tale).

Una delle frasi in voga, nella contemporaneità quantomeno, nell'area del presunto dissenso è che non vi è nulla da fare contro il sistema perché manca un reale pensiero d'alternativa.

Non è esattamente così! In realtà i pensieri sono mille, frammentati, dispersi... sparsi. Suddivisi in un milione di sfrenati ego che riproducono il modello del potere e la sua verticalità, pur supponendo... almeno a parole di partire da diversi presupposti.

Mille ed uno, comportamenti virtuosi che ruotano attorno a se stessi ed alla propria cerchia ristretta, beandosi nel proprio riflesso, guidati da guru di riferimento, implicitamente gelosi del proprio orticello. Pare sia impossibile riuscire a fare qualche cosa che non sia verticale, che non abbia una figura di riferimento e così riproducendo il modello che il potere promuove si finisce per riprodurne i vizi o quantomeno per rimanere frammenti d'un pensiero necessario.

Ancorati ad appartenenze, gruppi ed assolute verità.

La frammentazione non permette il dispiegarsi di un pensiero, la tendenza ad ancorarsi al conosciuto, al noto impedisce l'avventurarsi reale nel nuovo.

La riproduzione del modello piramidale e quindi la necessità di vertici e di basi limita il contagio d'un pensiero e d'una filosofia altri dal sistema e crea un'infinità di minuscole piramidi inutili e non comunicanti. Però la frammentazione è figlia dell'ego e dell'asservimento ad esso, obbligandoci incessantemente non già a creare il nuovo ma ad accodarci al meno peggio già presente sul mercato e saltuariamente, strumentalmente e falsamente attento alle perorazioni delle mille piccole piramidi.

Lo sviluppo verticale e l'aspettativa verso di esso limita l'orizzontalità e blocca il propagarsi dell'onda, sarebbe come attendersi che i cerchi nell'acqua d'un serbatoio contagino il mare, separato dalla parete del contenitore, sebbene adiacente.

Lasciare che i mille pensieri diventino scelta spirituale, filosofia, cercare attinenze, le ragioni della condivisione. Privilegiare l'insieme come valore, l'unità come premessa, cercare il sé nell'altro, non già come forma esteriorizzata o passatempo, ma nel mondo dello spirito per ricongiungersi ed ascoltare il canto dell'oceano dell'Atma.

Lasciare respiro ai cerchi nell'acqua consapevoli che solo essendo, almeno, lago si permetterà il suo propagarsi... non v'è possibilità di contagio in una pozzanghera.

Davvero mi interessa pochissimo il definire, il dare un nome o un'area, il pensiero si propaga senza badare alle bandiere... se non lo fa è solo miseria e propaganda. La rivoluzione del terzo millennio è spirituale oppure, semplicemente, non è.

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LA STORIA NON SI RIPETE, MA LA MISERIA UMANA Sì!

di giandiego

 

Ogni tanto, qui e là, si sente ancora parlare di rivoluzione, ma per farla occorrono i rivoluzionari e non bastano le chiacchiere e nemmeno la rabbia ed ancor meno servono i libri (anche se non guastano) o la scienza marxista, meglio se ci sono, magari infusi d'un sano e robusto pensiero libertario, ma non bastano.

la forza e la violenza poi sono assolutamente in sovrappiù e sono linguaggi di potere.

L'esperienza delle rivoluzioni fallite dal '700 in poi dovrebbe averci aperto gli occhi: se rimangono immutati i rapporti di potere fra gli esseri viventi, nulla cambia, si sostituisce una piramide di potere con un'altra ed in genere i vertici la scampano comunque e restano dove sono, vestendosi a nuovo.

La rivoluzione comincia dentro di noi e contagia per contatto l'ambiente che ci circonda e da lì rientra in noi. Che senso avrebbe infatti una modificazione di assetto o persino di struttura se non si modificasse il modo in cui il potere si trasmette e si esprime? Cambierebbe qualche cosa di veramente fondamentale in una piramide se essa fosse a gradoni piuttosto che liscia?

Se non cambiano i rapporti di potere come può cambiare il resto e come possono cambiare codesti rapporti se non cambia il modo in cui l'essere umano pensa a sé ed agli altri?

Per dirla con Terzani il 3° millennio vorrà rivoluzionari dello spirito. Come potrebbe esservi una forma di rivoluzione diversa da questa?

I grandi cambiamenti in bene ed in male sono passati dalle anime, quello che è successo fuori è conseguenza, così come le grandi sconfitte sono passate dalla repressione dei corpi, dalla paura e dal ricatto della materia, dall'aver trascianto con violenza l'umanità verso la sua atavica paura della morte.

I miei amici storici ci tengono moltissimo a precisare che la storia non si ripete, forse hanno ragione ma la miseria umana invece lo fa, sicuramente!

Se non ci libereremo da tale miseria saremo sempre destinati ad essere domati da chi conosce il modo di farlo e di agire su tale caratteristica.

 

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