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FRAMMENTI

di giandiego

Non è solo dei servi sciocchi del potere in auge l'abuso di luoghi comuni e frasi fatte. In realtà la compulsione alla ripetizione ed alla citazione è tipicamente umana. È la risultante di un'educazione millenaria al verticalismo, d'una cultura della memoria sterile, della contemplazione mnemonica del sapere (o di quel che si presume tale).

Una delle frasi in voga, nella contemporaneità quantomeno, nell'area del presunto dissenso è che non vi è nulla da fare contro il sistema perché manca un reale pensiero d'alternativa.

Non è esattamente così! In realtà i pensieri sono mille, frammentati, dispersi... sparsi. Suddivisi in un milione di sfrenati ego che riproducono il modello del potere e la sua verticalità, pur supponendo... almeno a parole di partire da diversi presupposti.

Mille ed uno, comportamenti virtuosi che ruotano attorno a se stessi ed alla propria cerchia ristretta, beandosi nel proprio riflesso, guidati da guru di riferimento, implicitamente gelosi del proprio orticello. Pare sia impossibile riuscire a fare qualche cosa che non sia verticale, che non abbia una figura di riferimento e così riproducendo il modello che il potere promuove si finisce per riprodurne i vizi o quantomeno per rimanere frammenti d'un pensiero necessario.

Ancorati ad appartenenze, gruppi ed assolute verità.

La frammentazione non permette il dispiegarsi di un pensiero, la tendenza ad ancorarsi al conosciuto, al noto impedisce l'avventurarsi reale nel nuovo.

La riproduzione del modello piramidale e quindi la necessità di vertici e di basi limita il contagio d'un pensiero e d'una filosofia altri dal sistema e crea un'infinità di minuscole piramidi inutili e non comunicanti. Però la frammentazione è figlia dell'ego e dell'asservimento ad esso, obbligandoci incessantemente non già a creare il nuovo ma ad accodarci al meno peggio già presente sul mercato e saltuariamente, strumentalmente e falsamente attento alle perorazioni delle mille piccole piramidi.

Lo sviluppo verticale e l'aspettativa verso di esso limita l'orizzontalità e blocca il propagarsi dell'onda, sarebbe come attendersi che i cerchi nell'acqua d'un serbatoio contagino il mare, separato dalla parete del contenitore, sebbene adiacente.

Lasciare che i mille pensieri diventino scelta spirituale, filosofia, cercare attinenze, le ragioni della condivisione. Privilegiare l'insieme come valore, l'unità come premessa, cercare il sé nell'altro, non già come forma esteriorizzata o passatempo, ma nel mondo dello spirito per ricongiungersi ed ascoltare il canto dell'oceano dell'Atma.

Lasciare respiro ai cerchi nell'acqua consapevoli che solo essendo, almeno, lago si permetterà il suo propagarsi... non v'è possibilità di contagio in una pozzanghera.

Davvero mi interessa pochissimo il definire, il dare un nome o un'area, il pensiero si propaga senza badare alle bandiere... se non lo fa è solo miseria e propaganda. La rivoluzione del terzo millennio è spirituale oppure, semplicemente, non è.

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