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LA CULTURA DELLA PACE

di giandiego

 

La cultura della pace ha radici lunghe e profonde, non s'improvvisa e non basta il flusso continuo delle parole di presunte anime grandi (vestite più o meno di bianco)a delimitarne i contorni, instillandole nelle anime delle genti.

Essa si misura nei comportamenti, negli automatismi filosofico-spirituali in quelle che in altre occasioni ho definito “filosofie postulate”.

Quella delle chiacchiere non è Cultura della Pace e lo si è visto e si vede, con evidenza sconcertante, nella sequenza d'avvenimenti d'Ucraina! Quella che si schiera con una parte, quella della guerra preventiva, delle operazioni punitive, delle spedizioni di armi... quella delle multinazionali costruttrici di armi e dell'usura bancaria non può essere in nessun caso “Cultura di Pace” e non ha nulla da insegnare a nessuno, né materialmente né, ancor meno, spiritualmente.

Chi non ha mai rinnegato l'inquisizione e le crociate non può dare lezioni.

Chi, ancora oggi distingue fra guerre giuste e sante e guerre di aggressione, chi si schiera con la NATO, va ridetto, non può dare lezioni a nessuno.

La Cultura della Pace deriva dai comportamenti, dalle scelte di vita e non può esistere in un mondo di assurda competizione e di metodico sterminio dei viventi, corrotto e omicida sin dal piatto in cui si nutre; iIn un mondo che giustifica il genocidio, purché di parte e necessario; in un mondo sorretto da fabbricanti d'armi e di farmaci, governato da padroni del cibo, sottoposto al ricatto di una èlite a caccia d'immortalità. Fondato sulla materia e sul denaro, che ha bisogno della guerra come fonte rivivifante della sua economia malata.

Un altro mondo è Possibile? Io, personalmente vi chiederei: è possibile una diversa umanità? Quanti passi indietro siete disposti a fare in nome della paura di morire? Quanto vi piace essere gregge? Quanto cercate un uomo forte che vi conduca al recinto?

In un mondo in cui ogni scelta virtuosa viene definita follia utopica, disposto a giustificare qualsivoglia bruttura e miseria in nome di una presunta “Natura umana”, che fa della competizione selvaggia e disperata il suo pane quotidiano, che accetta il giogo d'una minoranza arrogante... c'è davvero la possibilità di cambiare? Esiste un ambito per la “Cultura della Pace”? Cercate l'anima... e forse troverete qualche afflato d'aria fresca, ammesso che il frastuono del materialismo e il rumore di fondo dei cingolati vi permetta sentire.

 

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