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SPIRITUALITA' e RELIGIONE

Di diego eremita

 

Spiritualità e religione sono cose molto diverse, nonostante molti giochino sull'equivoco e tendano a sovrapporle. Nonostante gli araldi del dogma tendano a sostenere che le grandi religioni siano l'unica (a turno e fra mille sanguinose battaglie) risposta possibile. La spiritualità è l'esigenza, il bisogno d'elevazione, l'eterna domanda posta dall'anima all'universo; la religione e l'organizzazione delle risposte in agglomerati dogmatici, l'elencazione delle regole d'accesso a presunti paradisi nonchè di quelle necessarie ad evitare incombenti punizioni divine. La religione si occupa di inventare un nome per il divino e di imporlo come unico nome.

La spiritualità è altro e cerca nell'evoluzione umana non già le risposte ad un immanente difficile persino da descrivere, ma semmai riunisce i saperi ed i “supporre” per cercare non risposte, ma l'evoluzione dell'eterna domanda, ben comprendendo l'impossibilità di una risposta esaustiva e sonclusiva.

La spiritualità si muove verso l'alto, la religione frena qualsiasi volo, consegnando l'umanità alla rassegnazione ed all'ordine costituito. La spiritualità è anarchia così come la religione è, per sua natura, repressione.

Sarebbe quindi un errore gravissimo (ed è stato compiuto più volte nei secoli) tarpare le ali alla curiosità dello spirito, perchè le religioni sono organizzazioni di potere. Così come è un errore gravissimo buttare tutto nel medesimo calderone e disperderlo come immondizia, come oppio dei popoli.

Quasi tutte le domande e gli afflati dell'umanità muovono dallo spirito, così come i bisogni e le vere domande, negarlo ed organizzare risposte solo sul piano materiale, affermandolo come unico piano reale è quanto di più stupido sia stato e venga perpetrato nell'area progressiva, così rinnegando le ragioni stesse della sua esistenza.

Ed è così che in mancanza di un riconoscimento il riflusso finisce con il riportare i cosiddetti “rivoluzionari” fra le braccia di Santa Madre. Il rilievo della figura papale negli ultimi anni non è, per nulla ,casuale, ma questo vale per tutti i “vicari presunti del divino”.

Non cerchiamo risposte ma arrampichiamoci sulle domande!

Solo così riusciremo a comprendere i livelli. L'illuminazione non è mai definitiva ad ogni presunta risposta si apre il fondamento della prossima domanda, Così come nella fisica ad ogni livello corrisponde un insieme di leggi, che non necessariamente sono le stesse del livello inferiore, anche se non lo negano mai.

Queste leggi non sono dogmatiche, mai, ma solo “forme di organizzazione necessarie”, non vanno quindi saffrontate come regole inalienabili e definitive, ma come necessità del comprendere. Il rapporto con l'immanente è naturale, non forzato ed è fatto di comprensione e non di affermazione. Nessuno né santo, né cavaliere senza macchia, né imam, santone o guru potrà darvi altro che indicazioni, preziose magari, ma vaghe, nessuno ha davvero risposte, solo domande più o meno “profonde”.

NAMASTÈ

 

 

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