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IL CORPO E' MIO! (Solo se consentito dallo stato, però)

di giandiego

!Affronto questo argomento consapevole dell'ideologizzazione che lo accompagna e quindi delle forme di assolutismo che fanno contorno, creando tifoserie, che finiscono con l'essere stolte persino se hanno ragione)

 

Il “Ritorno al Medioevo” aperto dalla decisione della Suprema Corte Statunitense sulla questione dell'aborto assistito e pubblico e la relativa “Alzata di scudi” della Pseudo-sinistra-Liberal made in USA (ed in libera esportazione) sull'argomento, aprono una discussione d'ordine superiore che travalica l'argomento stesso, pur delicatissimo ed importante.

Nessuno qui sta mettendo in discussione il diritto di ogni donna a decidere del proprio corpo, anzi è proprio attorno a questo argomento che vorrei trattare.

L'Argomentazione principe, quella d'ordine filosofico-etico che supera le ragioni pratiche (la difesa della salute, il diritto all'assistenza medica, lo stato di necessità o l'ambito del concepimento) per difendere questo “diritto” è quella del “possesso del corpo”. È stato il motivo trainante del femminismo sia esso radical, marxiano, piuttosto che liberal “Il corpo è mio e io decido”. Questa motivazione è stata talmente “portante ed importante” da divenire “generalizzante”, superando ogni ragione di genere.

Lo abbiamo sentito ripetere, condividendolo, soprattutto nell'area Liberal, milioni di volte. Eppure suona strano oggi, detto e ripetuto da quella stessa area che in fase pandemica è stata tanto solerte e veemente nel premettere il diritto dello stato e del sistema sui corpi e sulla decisione di aderire o non aderire ad una sperimentazione farmaceutica. Sino a giustificare la segregazione, la berlina e la repressione nei confronti dei disobbedienti, anzi ritenendola doverosa.

Forse che anche questa acquisizione sul possesso del corpo è relativizzata? Dipende cioè da chi la afferma e da che fase della campagna elettorale perenne si stia attraversando? Non quindi contenutistica e valoriale,ma formale ed esteriorizzata?

Questo diritto è fondamento anche della nostra costituzione eppure, per i nostri geniacci del progressismo rateale, esso è discutibile quando si tratti di santificazione farmaceutica, ma indiscutibile se si parli di aborto.

Nel rinnovare, quindi, un appoggio convinto e pieno alla difesa dei diritti delle donne, facciamo umilmente notare questa contraddizione profonda (non unica certo) dello pseudo progressismo Liberal–Dem, uno dei molti qui pro quo del non pensiero pseudo-progressista che afferma , in nome del proprio potere, tutto ed il suo contrario a seconda di come e quando gli convenga.

Un poco come lo sconfinamento nel ridicolo sulla pulizia personale per cui fra lavarsi le mani duemila volta al giorno, igienizzandosi a fondo e cambiarsi le mutande ogni due, tre giorni lavandosi a pezzi è stato un attimo, forse meno.

Seguendo l'onda dell'invenzione di una nuova emergenza pronta all'uso... seguendo l'andamento stagionale.

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