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La Digitalizzazione del Mondo, la scomparsa del Mondo

Quanta Radio Tv

Di Eva Milan

La Storia della digitalizzazione della comunicazione è la Storia della smaterializzazione progressiva del mondo fisico. Le email fecero scomparire le lettere col francobollo; gli mp3 fecero scomparire i vinili e i CD; i lettori ebook fecero scomparire i libri e le librerie; i negozi online fecero scomparire lo struscio dello shopping e i negozianti; i siti d’informazione fecero scomparire la carta stampata e le edicole; i social network fecero sparire le riunioni; Instagram fece sparire l’alfabetizzazione; Zoom fece sparire l’Incontro; la Dad fece sparire la Presenza; i concerti in streaming fecero sparire gli Eventi, l’AI fece sparire Insegnanti, giornalisti, scrittori, artisti; la realtà virtuale fece scomparire i Corpi.
Il tutto è in divenire, è devenuto, diverrà, alla velocità della luce. Ne ho scritto nel libro V e VI di Nemesis, in cui i personaggi entrano nel mondo virtuale di “Eternity” scomparendo dal mondo fisico. Per tornare nel mondo fisico, devono essere “uccisi”, ovvero devono rinunciare al salto quantico.

Ma cos’è questa “realtà virtuale” che ci attende? Perché sarebbe diversa dall’immaginario che sempre è esistito nella Storia dell’uomo? Questa è stata la domanda postami durante un incontro su “La Società dello Spettacolo” di G. Debord. La risposta a questa domanda è contenuta in “Eternity”, e ruota attorno ad un'altra domanda: “L’AI e il mondo digitalizzato sta determinando la nostra estinzione fisica?”

Chi mi ha posto la domanda ha ragione a pensare che la “Società dello Spettacolo” produce da sempre una realtà “virtuale”, ma l’evoluzione e la pervasività infosferico-tecnologica ha ora un potere senza precedenti nell’imporre una simbiosi psico-fisica tra uomo e infosfera, e di conseguenza di rendere l’esistenza e la percezione completamente dipendente dal mondo tecno-digitale.

Ciò significa che l’esistenza smaterializzata non potrà sopravvivere autonomamente dal dominio biopolitico dei detentori proprietari del comparto I-Tech, che sono già teoricamente in condizione di sostituire qualunque Governo nazionale e sovranazionale. E che queste élite saranno in grado di costruire una Realtà smaterializzata ad hoc dove ci sarà consentito “esistere” come semplici fruitori-consumatori sotto perpetuo controllo cognitivo. Stiamo entrando nel Nuovo Mondo di Arcadia, ovvero nel mondo della Tecnica, dove insieme al mondo fisico scompare la bio-politica.

Cosa avverrà nel mondo fisico?

Leggendo un articolo di pochi giorni fa che riportava le proteste dei corrieri Amazon, mi soffermo su questo passaggio:

"La vita di un corriere di Amazon, soprattutto in periodo di Covid, è fatto di carichi di lavoro sempre più pesanti, con sempre più consegne da effettuare e questo mette a rischio anche le leggi del codice della strada - dicono alcuni dei lavoratori presenti al presidio -. Anzi, a volte l'algoritmo non è compatibile con le regole al volante".

“A volte”, l’algoritmo non è compatibile con l’attività umana, con i suoi tempi, con le sue regole, con le sue necessità “fisiche”. Che pure, “a volte”, da esso sono già governate. E soprattutto, non è compatibile con i suoi diritti.

Il mondo fisico è già relegato al mero campo dello sfruttamento e la depredazione delle risorse per il mantenimento del suo dominio, ma anche di quello digitale-post-politico. Ma dovrà sempre fare i conti con le forze biologiche, tra cui la necessità umana di vivere nel mondo fisico, con le sue regole e i suoi valori. A meno che, come fantascientificamente ho narrato nel Libro V “Immortality”, la necessità umana non evolva nell’upload mentale sulla macchina che ci sostituirà.

Quali sono i nostri orizzonti di resistenza in questo possibile scenario? (“Possibile”, già in embrione, non più fantascientifico.)

La mia risposta si arresta da tempo al concetto di impotenza. È un concetto che noi libertari pratichiamo al pari del guerriero Aruna nel Mahabharata, al quale Krishna disse: “Combatti, senza aspirare ai frutti delle tue azioni. Non è governare il mondo la tua ambizione”.  Il Potere è fuori dalla nostra portata e in ogni caso lo rifiutiamo concettualmente e mai vi aspirammo. Il nostro obiettivo è praticare la Libertà e l’autonomia entro il nostro campo di azione, necessariamente cognitivo e fisico, per sostituire l’impotenza con la pratica delle “possibilità”.

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